domenica 11 ottobre 2020

IL DISQUISIR

DI SOLDI


Il mio nuovo articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista in edicola da oggi "Treviso, Città&Storie".

Non sopporto le conversazioni sui soldi. Più che conversazioni sono guerre di cifre, intricate gare a chi le spara più grosse. Case e terreni che si comprano o si vendono accompagnandone le difficoltà con espressioni facciali che vorrebbero paragonarsi alla sofferenza del pellegrino che si è perso nel Sahara o al modesto operaio che all’improvviso scopre di avere una malattia incurabile. Ma le discussioni riguardano pure abiti, scarpe e borsette sui quali si sentono consigli da chi è più astuto a trovare eccezionali occasioni, più scaltro a ottenere eccezionali sconti e più strategico a scegliere il negozio con eccezionali promozioni.

I discorsi monetari si espandono sulle automobili in caroselli infiniti di rivenditori amici degli amici degli amici, di modelli da preferire per un nugolo di optional che “gli altri nemmeno si sognano”, per le strategiche forme di rateizzazione che riescono a farti apparire un debito di trentottomila euro una “cosetta da niente”. Poi ci sono i “Quanto ti è costato quel lavoro di restauro della casa al mare?”, “Al centro commerciale ho trovato il prosciutto crudo a novantanove centesimi”, “Ho fatto dodici ore di straordinario e mi ha dato diciotto invece di quindici”, “Vai da quel commercialista che ti fa risparmiare sulle tasse” e “Cercalo su Internet che costa la metà”. Fino a pochi anni or sono c’erano anche gli investitori notturni, quelli che on line, col favore delle tenebre, giocavano in Borsa raccontando di grandi giochi finanziari, saltellando, a detta loro, dai diamanti del Sudafrica ai ricavi del petrolio australiano.
Nel corso di queste conversazioni nei bar, per strada o nei mezzi pubblici, scopro che in giro esiste un insospettabile esercito di esperti sempre in grado di farti passare per un ingenuo, per quello incapace di cogliere le occasioni insomma per uno che si fa fregare come un allocco, tanto per non usare un termine volgare. E intanto ascolto la frenesia del parlare di spese, guadagni, perdite, risparmi, ricavi, sconti, rimborsi, vendite, acquisti... un’infinita terminologia che alla fine tratta della stessa cosa, di soldi, come se i soldi fossero la cosa più importante, o peggio ancora l’obiettivo di tutto. Il denaro rischia di diventare lo scopo finale del denaro e non il mezzo per fare o ottenere qualcosa cui si tiene.

Ma attenzione, anche l’uso del denaro per fare o acquistare qualcosa è spesso una mera trasformazione del denaro (che non si può esibire così com’è) in una forma più socialmente mostrabile, così invece di esibire una valigetta con le mazzette tutte in ordine come nei film si esibisce l’oggetto costoso. Spesso si tratta di una “trasformazione” (da denaro in oggetto) che asseconda le richieste della società che pretende cose eclatanti. Ma quanto di quell’acquisto risponde alle nostre esigenze?

Certo, ognuno ha il diritto di usare il denaro come meglio crede, anche solo come esibizione di possesso per sentirsi come gli altri, più spesso per superare sensi di inferiorità altrimenti incolmabili.

domenica 27 settembre 2020


Vi aspetto a...

"TREVISO ADOTTA I SUOI ARTISTI"

Il progetto artistico "IL VIAGGIO TRA ARTE E FANTASIA" proposto da me assieme alla lettrice Patty Ferraro, nell'ambito del concorso di idee promosso dal Comune di Treviso è stato positivamente valutato e dunque è stato inserito nel programma "Treviso adotta i suoi artisti". L'evento vedrà protagonista la mia scrittura in una serata nel corso della quale avrò modo di parlare del viaggio come esperienza fisica ma anche mentale ed esistenziale e assieme la lettura recitata come occasione di interpretare le parole, dar loro spessore e consistenza.

Assieme a me, sul palco, ci sarà la lettrice Patty Ferraro che darà voce e anima ai personaggi dei miei romanzi e alle loro tormentate vicende.

La serata prevede specifici riferimenti a quattro miei romanzi nei quali il viaggio assume un ruolo privilegiato, ed esattamente "Il bufalo d'acqua", "Yuan e Xin Li", "I silenzi di Fumegai" e "Il mio sentiero".
Nel mese di novembre verrà realizzata la presentazione ufficiale del programma nella sua complessità.

L’Amministrazione comunale intende sostenere in questo momento di crisi il mondo dello spettacolo e, in particolare gli artisti locali e le associazioni culturali del territorio, attraverso la realizzazione di un “Concorso di idee”, con relativa attribuzione di premi, per la progettazione ed esecuzione di micro performance dal vivo, spettacoli di musica e di animazione e arti performative di strada che contribuiscano all’arricchimento dell’offerta di svago e divertimento.
 

A tale scopo verrà creato un calendario di eventi annuale che, se pur finalizzato  alla valorizzazione delle innumerevoli risorse culturali del territorio, contribuisca al sostegno e alla promozione delle attività produttive, all’attrazione e all’incremento del flusso  turistico nella nostra Città, in un’ottica di sinergia ed interazione tra i settori dello spettacolo, dell’economia e del turismo.

Appena saranno stabilite la sede e la data dell'evento verrà attivata la promozione. Rimanete in ascolto… vi aspetto numerosi! 




giovedì 6 agosto 2020

Esce domani il numero di agosto di "Treviso, Città&Storie" con il mio nuovo articolo "LEZIONE ESTIVA".

In anteprima l'articolo con il quale auguro una buona estate ai lettori della Rivista.


LEZIONE ESTIVA

L’estate racconta del blu del mare, della sabbia ardente e degli ombrelloni da sotto i quali si osserva l’orizzonte sognando di salpare e di perdersi lì, da quella parte per raggiungere porti lontani e sconosciuti. Racconta dell’azzurro del cielo che circonda le montagne, del gorgoglio dei ruscelli e delle sfumature di verde dei boschi fra i quali si ritrova la parte più intima della nostra anima diventando esploratori di un mondo magico. Racconta di serate con gli amici ignorando finalmente l’orologio, di visite ad altre città e di tramonti da immortalare e ricordare il più possibile.

La natura attorno è vitale in ogni sua forma e pure gli insetti, alcuni dei quali sicuramente fastidiosi, dimostrano come tutto stia vibrando. L’estate non è semplicemente una stagione, è la Stagione con la s maiuscola, è quella attorno alla quale vorticano le altre che nel loro essere meno intense, la rendono ancora più bella. È la nebbia d’autunno, il freddo dell’inverno e il graduale risveglio primaverile che la rendono preziosa e unica. Proprio perché particolare rispetto al resto dell’anno non lasciamola scappare via inquietandoci per i suoi aspetti meno apprezzabili, non è il caldo a volte eccessivo che ci deve preoccupare o qualche sudata in più. Conserviamo lo spirito dello studente che prima dell’esame di maturità si consola e prende coraggio sognando viaggi, avventure romantiche e dolci ore in panciolle nei pomeriggi assolati fra i concerti delle cicale che di lì a poco si potrà permettere.

Sfruttiamo quella che non a caso è chiamata bella stagione per materializzare ciò che non abbiamo mai fatto, per rivoluzionare un aspetto della nostra vita dal guardaroba alla pettinatura sino alla nostra interiorità, altrimenti che estate è se non viene arricchita da un nuovo amore, da un viaggio in una località da sempre agognata o da un qualcosa che rimandiamo da decenni per il problema tempo?
Impariamo a respirare passeggiando di sera nella nostra città apprezzando il non aver fretta, lasciamoci estasiare dalla volta stellata ricordando quanto è infinito l’universo e quanto belle sono quelle luci così lontane che narrano del loro messaggio partito milioni di anni fa.

Ascoltiamo e ammiriamo il lento scorrere del Sile presso il quale si agitano mille forme di vita che nell’arco di pochi mesi concentrano intere esistenze delle quali non avremo mai alcuna consapevolezza. Assorbiamo ll’energia del sole così che ci rimanga dentro assieme a quel senso di libertà e di serenità di cui abbiamo bisogno visto ciò che abbiamo sopportato in primavera e ciò che potremmo dover affrontare nei prossimi mesi.

Saremo più forti, nel corpo e nello spirito, e sicuramente resisteremo a qualunque maledetto virus si ripresenti con brutte intenzioni nei nostri confronti.

venerdì 10 luglio 2020

I VIDEO DI TUTTI I LIBRI SUL MIO CANALE
YOU TUBE


Sono disponibili da oggi tutti gli undici video relativi agli altrettanti libri da me realizzati. Si tratta di brevi descrizioni che mi auguro attireranno la curiosità di voi lettori.

Per una informazione più accurata potete, come sempre, spostarvi sulle pagine "Pubblicazioni letterarie" e "Pubblicazioni professionali" di questo blog nelle quali troverete sia la copertina, sia la specifica sinossi di ciascuno dei miei lavori.

Ricordo che per l'acquisto potete cercare direttamente i libri sulle varie piattaforme di vendita, fare una richiesta via mail al fortalessandropensiero@virgilio.it oppure cercandomi sul mio profilo Facebook.


venerdì 19 giugno 2020

Il mio nuovo articolo nel numero di giugno/luglio della Rivista "Treviso, Città&Storie". 

BUONI PROPOSITI

Finalmente l’estate, la stagione che temevamo di perdere passando dalla primavera all’autunno senza il sole del mare o il respiro delle montagne. Siamo stati confinati in casa per così tanto da aver tempo di “fare quelle cose che non abbiamo mai avuto il tempo di fare”.
Abbiamo sfruttato attività rinviabili come sistemare le fotografie abbandonate da anni dopo l’era digitale, fermandoci continuamente a rivivere sbiaditi ricordi e a sorridere di noi e di parenti quasi irriconoscibili, compresa la zia Maria con quella pettinatura ridicola e il nonno Aldo con la sua pipa acquistata nel suo unico viaggio all’estero.
Abbiamo letto vari libri sforzandoci di non trascurare nemmeno le note biografiche poiché sarebbe stato uno spreco e abbiamo visto così tanti film da convincerci che la nostra famiglia proviene quasi sicuramente da una galassia lontana lontana.
 
Ci siamo messi a riordinare gli armadi con l’intenzione di
selezionare qualche capo obiettivamente superato, lacrimando un tantino sull’ultima volta che si era indossato quel vestito blu.
Qualcuno ha scoperto che con i famigliari è possibile parlare e addirittura realizzare delle cose assieme, dall’impasto della pizza al taglio dell’erba in giardino.

Altri si sono improvvisati idraulici, attori, reporter, esperti in statistica, virologi, filosofi e taluno pure profeta in grado di far previsioni ben più attendibili di quelle degli altri oracoli. Abbiamo ascoltato chi sosteneva - e tuttora sostiene - che si trattasse di un grande inganno, di una gigantesca pagliacciata mediatica con sfumature complottiste a livello planetario. Abbiamo seguito la cronaca di questo maledetto virus, delle sue vittime e degli eroi dell’universo sanitario molto più importanti di personaggi famosi pagati “fior di quattrini” quanto vuoti di contenuti.
E ora? Ora sarebbe opportuno porci delle domande.
Abbiamo capito che nella vita “normale” cerchiamo, compriamo, facciamo tante cose non necessarie e senza le quali sopravviviamo tranquillamente?
Ci impegneremo a rallentare la frenesia della quotidianità e a cogliere le occasioni per parlare di più con la moglie o il marito, con i figli o i genitori, con gli amici o il vicino?
Saremo più consapevoli della nostra e dell’altrui salute dopo un passato in cui era normale andare al lavoro con la febbre (spargendo virus), mandare a scuola i figli con la febbre (facendo spargere virus) e sopportare il commesso al banco dei freschi con la goccia al naso (subendo gli altrui virus)?
Abbiamo capito quante idiozie ascoltiamo in rete e quanti idioti le spargono sperando di attirare l’attenzione che non hanno nella vita reale?
Ora che respiriamo i colori e la libertà dell’estate, impegniamoci a rendere utile quell’esperienza. Proviamo a contribuire a un mondo fatto di umanità, di attenzione reciproca e non di retorica del bene dietro la quale in troppi mimetizzano un profondo quanto triste egoismo.

giovedì 30 aprile 2020

 TRADIMENTI


Il mio nuovo articolo "Tradimenti", una riflessione a 360° sul tradire e sull'infedeltà, anche in clima di epidemia, oltre i luoghi comuni. L'articolo è stato pubblicato sul numero di maggio della rivista "Treviso, Città&Storie".


TRADIMENTI

A parlar di tradimenti si pensa al solito maritino che si arrabatta fra doppi cellulari, pretesti, ansie ed emozioni della mezza età. Le statistiche dicono che anche le mogli raggirano la fedeltà in un turbinio di storie più o meno drammatiche con cuori infranti da promesse non mantenute, ma l’emergenza Corona Virus ha messo in discussione un po’ tutto, forse anche il nostro stesso tradire. Saranno contenti i traditori potenziali, quelli che vorrebbero, che si atteggiano, ma non hanno il coraggio e nemmeno sanno da dove cominciare. Potranno dire a se stessi… c’era il virus! Lo faccio la prossima volta.
Dobbiamo ammettere che il peso morale dell’infedeltà si sta riducendo tanto da evadere i confini del matrimonio e caratterizzare tutti gli aspetti della vita.
 

Quanti amici sono diventati semplici conoscenti che cordialmente salutiamo come fossero nostri vicini? Quanti di noi cambiano gestore telefonico per approfittare di sconti, promozioni e riduzioni delle tariffe?
L’infedeltà entra anche nella spesa in conseguenza del proliferare di negozi e centri commerciali che ha favorito il curiosare in posti diversi alla ricerca di prezzi e prodotti migliori. Lo stesso vale per la clientela del parrucchiere, del sito dove acquistare on line e pure del medico di famiglia.
In questo nostro “tradire” diventa tutto importante ma per poco tempo, perché facilmente troviamo qualcosa altro, un altro amico, un altro amante, un altro partito, un altro gestore telefonico, un altro negozio. E cosa dire delle star che nascono come funghi in internet e come le comete svaniscono nel dimenticatoio. I fan di oggi visualizzano, regalano like e saltellano da un profilo all’altro come bambini golosi in una gelateria che per il timore di perdere qualcosa assaggiano tutto limitandosi a una veloce leccata perdendosi le sfumature dei sapori.
Il problema alla fine è uno solo, la fretta.
 

Un mio collega era solito ripetere frasi del tipo “Sono preso con le bombe” e “Sono sempre di corsa”. Le diceva anche al telefono ed io lo immaginavo con due cellulari in mano, dieci persone davanti che pendevano dalle sue labbra, una pila di fascicoli aperti sulla scrivania e collegamenti vari visualizzati sullo schermo del PC. Quando gli parlavo mi sembrava di essere immerso nell’olio tanto ero rallentato al suo confronto, come se fossi sulla luna in assenza di gravità in competizione con un atleta che correva l’ennesima maratona al meglio della sua forma fisica.
 

Ecco, credo che la corsa sia la migliore descrizione del nostro tempo, visto che non ci fermiamo mai. Ma cosa capita quando non possiamo più correre? In queste settimane di restrizioni siamo trattenuti e obbligati a fare il contrario del solito, costretti a frequentare le stesse persone, gli stessi pochi negozi, gli stessi vicini e costretti a non correre, anche perché i luoghi verso i quali farlo sono ben pochi. In questo strano periodo siamo costretti a tradire pure la nostra consueta tendenza a tradire, scoprendo, riscoprendo e sopportando i dettagli della famiglia, le vecchie fotografie, il cassetto con oggetti dimenticati, garage da riordinare e giardini da sistemare.
 

Chissà se avremo imparato qualcosa una volta trascorsa l’emergenza. In questa incapacità di soffermarsi, o almeno di rallentare, il tradimento è diventato stile di vita e l’opportunismo strategia di sopravvivenza alimentando un’esistenza sempre più relativa. Siamo un po’ tutti traditori che nell’intimo però pretendono la fedeltà altrui e quando siamo noi a essere traditi… allora, apriti cielo!

sabato 7 marzo 2020

 LA PASSIONE


Il mio articolo "Passione" è fra le pagine del numero della rivista "Treviso, città&storie" di marzo.

La passione muove le montagne e fa uscire le energie delle persone che si impegnano senza risparmiarsi. Le passioni sono la pura espressione di ciò che siamo e di ciò che abbiamo dentro... e quando si realizzano danno un senso alla nostra vita.
 
  PASSIONE

Avete mai osservato un artigiano dalle cui mani emerge per magia la sua creatura? Una cassettiera, un candelabro di vetro, un paio di scarpe. Ma quanto è affascinante la trasformazione della materia generica che diventa oggetto? Mi piace immaginare l’idea che sta alla base di una manualità tanto raffinata che a sua volta materializza l’idea. In quei movimenti il tempo scompare, non esiste un prima e un dopo e tantomeno un possibile rinvio perché il bisogno di fare, di realizzare, di concludere al meglio prende il sopravvento. Scompaiono la fatica, gli altri impegni, le voci di chi sta attorno e quelle della città in un immobilismo assoluto che ha il sapore di un film di fantascienza nel momento in cui il viaggiatore spaziale atterra su un pianeta sconosciuto quanto deserto. 

L’universo si riduce al soggetto che opera e al suo obiettivo, il creatore e la sua creatura. E le creature possono essere infinite come l’apertura di un negozio, la realizzazione di un dipinto o la cura di un paziente. La mente è spinta al massimo senza timore di esagerare, di osare o di rompere col passato perché in quegli istanti non conta niente altro e allora emerge l’essenza di chi trasforma l’incertezza in coraggio, mutando il timore di sbagliare nella voglia di sorprendere e superare se stesso.
Non esistono il bravo e l’inetto, ma chi si butta e chi non lo fa in questa o in quell’impresa liberando ciò che ha dentro senza alcun limite, perché è questo il problema principale, insistere a pensare ai propri confini senza dar spazio agli estremi che si nascondono per paura del giudizio o peggio ancora della sconfitta. Si entra nel mondo dei sogni, di quell’ambizione più o meno assurda e affascinante che giace dentro di noi e vorrebbe uscire per esprimere ciò che siamo e non ciò che insistiamo a far vedere per conformismo e insicurezza. Ecco emergere la forza della volontà che racchiude la passione, quell’intimo bisogno di fare una certa cosa a tutti i costi.


La passione è la forza che ha mosso gli scopritori di terre sconosciute, gli inventori di nuove tecnologie e chi ha elaborato le cure delle malattie arrivando a diventare, essere e fare ciò che voleva diventare, essere e fare. È una forza che non ha nulla di artificiale, è dentro l’individuo il quale ha solo l’onere di dirigerla verso la propria direzione così che possa realizzarsi e creare.

Non smettiamo mai di alimentare la passione poiché esprime la parte più genuina di noi stessi, facciamolo prima che il tempo a nostra disposizione finisca, poiché il tempo è limitato e ogni secondo che trascorre è un istante perduto.


Diamo spazio alla nostra passione, alimentiamola, trasmettiamola alle nuove generazioni in modo che nessuno sprechi se stesso e il proprio tempo. L’intera umanità dipende anche dalla nostra passione cui dobbiamo dare spazio per la costruzione di qualcosa di nuovo, di importante e più ancora per dare valore alla nostra stessa esistenza.

venerdì 14 febbraio 2020

"Il mio Sentiero"  a Mestre

Mercoledì 19 febbraio è stata una mattinata piena di entusiasmo e voglia di imparare quella organizzata dalla Associazione culturale "Nicola Saba" con il Professor Gabriele Stoppani che ha invitato il pubblico a porre l'attenzione su alcuni brani de "Il mio sentiero". Ogni singola sfumatura è stata occasione di allargare il discorso sino alla dimensione "esistenziale" che caratterizza gran parte della mia "produzione", sia fra i libri, sia fra i racconti sparsi in antologie con altri autori. Alcuni di questi sono leggibili qui nella pagina dedicata ai racconti.
 
Patty Ferraro
Un ringraziamento a Patty Ferraro che ha dato ulteriore vita al romanzo con le sue letture recitate.
 
Grazie a tutto il pubblico e ai miei nuovi lettori. Per me è sempre una grande soddisfazione e felicità poter parlare dei miei libri e del lavoro e della passione che vi sta dietro. Durante l'incontro alcuni presenti del pubblico hanno posto alcune domande sui testi e sulle idee che lo hanno portato alla realizzazione finale.
L'incontro con i lettori

giovedì 9 gennaio 2020

Un nuovo anno di parole.

Ed è iniziato il nuovo anno, dopo un autunno veloce, velocissimo, forse troppo. Un anno finisce e inizia un nuovo calendario da consultare, da guardare in fretta o con calma, da segnare e cancellare.
Ma anche un nuovo anno da riempire di parole che vengono da sole, senza troppo pensarci e con l'esigenza semmai di verificarle, controllarle e correggerle al meglio.

Come sapete, l'intento di promuovere i miei testi scritti non si ferma e per questo sto mettendo a punto un nuovo appuntamento per proporre a lettori "vecchi"e "nuovi" i miei lavori anche attraverso la promozione dei social come FB, Twitter o Whatsapp che permettono in ogni caso di farsi vedere anche da persone che mai incontrerò.

Attualmente sto lavorando ad alcuni articoli, ma più che altro - come avevo già preannunciato qualche tempo fa - anche a un altro libro che già si sta preannunciando di non facile realizzazione per i llivello di coinvolgimento personale ed emotivo che implica. Non voglio svelare nessun dettaglio, ma una cosa la voglio dire: un altro libro in prima persona, ma non sarà un romanzo o un racconto e tanto meno una biografia o un manuale. Come spesso è accaduto, cambio genere, anche se nel complesso lo spirito è forse lo stesso, forse...lo lascio giudicare ai lettori che saranno più obiettivi del sottoscritto.
Vi do appuntamento pertanto nei prossimi mesi con i miei articoli, commenti che potrete trovare anche nelle mie pagine collegate al mio profilo e poi si vedrà... 
Grazie della vostra attenzione e curiosità.

martedì 31 dicembre 2019

BUON 2020


E anche quest'anno se ne va con i suoi lati belli e meno belli e in alcuni casi decisamente brutti. Inutile rivangare il passato o trattenerlo con quelle nostalgie che comunque alla fine non riescono a trattenere il tempo e il suo lento quanto inevitabile trascorrere.
Il 2019 mi ha visto pubblicare - come ben sanno i miei lettori - due libri, uno dedicato alla mia famiglia LETTERE PRIMA DELLA GUERRA e successivamente un romanzo ambientato fra le montagne IL MIO SENTIERO.
L'anno che inizia fra poco mi vedrà alle prese con il nuovo libro il cui titolo è ancora provvisorio e quindi lo annuncerò a tempo debito e anche sui tempi di pubblicazione ho vari dubbi. Diciamo che comunque non prima dell'estate, visto che allo stato attuale è ancora in fase di ristrutturazione e dovrà poi subire le classIche letture e riletture di sistemazione finale prima di essere - come si suol dire - affidato alle stampe.

Il nuovo anno tuttavia prevede l'organizzazione di nuove presentazionI dell'ultimo romanzo "Il mio sentiero" ad altro pubblico dopo i positivi risultati ottenuti sino a oggi.
Come sempre ci saranno alcune mie partecipazioni a concorsi letterari con racconti e si conferma la mia presenza all'interno delle riviste con le quali ho sempre il piacere di collaborare. 
"La Salamandra" con il suo mondo della scuola e dell'università all'interno di una rubrica che vuole affrontare in modo semplice e diretto quanto pratico i vari aspetti della vita della scuola. Negli articoli futuri conto di analizzare altri aspetti della vita d'aula che riguarda proprio la realtà di una classe e delle sue problematiche e potenzialità.
"Treviso, Citta&Storie" dedicato al mondo della città che mi ospita da parecchi anni in tutte le sue angolazioni. Prosegue la mia curiosa rubrica dedicata ad angoli della città da scoprire assieme a me, con la possibilità per il lettore di inviare la soluzione del mio piccolo indovinello direttamente alla Redazione.

Prosegue intanto il mio piccolo servizio di distribuzione gratuita di racconti dal mio cancello, un contenitore dal quale il passante meno distratto può prendere in omaggio un rotolino con dentro a sorpresa uno dei miei tanti racconti, sperando venga apprezzato, sperando di fare cosa gradita... per ora pare di sì!

AUGURO A TUTTI I MIEI LETTORI E QUANTI FREQUENTANO QUESTO MIO BLOG UN BELLISSIMO 2020... CHE I LORO SOGNI SI REALIZZINO.
A PRESTO! GRAZIE DELLA VOSTRA ATTENZIONE E DEL VOSTRO AFFETTO.

ALESSANDRO FORT

mercoledì 11 dicembre 2019

COLLOQUI
GENITORI / INSEGNANTI

Come ben sanno i miei lettori, oltre a scrivere libri e racconti mi diletto pure nella composizione di "pezzi" dedicati ad argomenti specifici e che spesso appartengono al mio mondo nella versione professionale. Nel mio ruolo di insegnante ecco una serie di riflessioni sul colloquio fra genitore e insegnante. È questo infatti l'argomento che ho trattato nel mio nuovo articolo pubblicato sul n. 76 de "La Salamandra - Rivista interscolastica ed universitaria" - e tratta dell'importanza e della delicatezza del colloquio in quanto occasione spesso vissuta in maniera ansiosa da entrambe le parti, ma che altrettanto spesso tende a trascurare di considerare le due parti unite rispetto all'obiettivo comune: la costruzione della strategia migliore per la formazione dell'allievo. 




Il colloquio fra docente e genitore è un’importante occasione di scambio di informazioni sull’allievo come anche di reciproca conoscenza. Il docente ha l’opportunità di raccogliere utili indicazioni – che si sommano a quanto appreso nel corso dell’attività didattica – dai genitori, cioè da una fonte che “frequenta” il soggetto dalla nascita e dunque conosce la sua intera evoluzione personale. Il docente inoltre acquisisce informazioni anche sul contesto sociale di provenienza, dopotutto il proverbio per il quale “La mela non cade mai troppo lontano dall’albero” è sempre valido. Il genitore ha modo di acquisire notizie sul figlio formulate da una persona esterna al nucleo famigliare, più obiettiva e con una significativa esperienza nella valutazione degli allievi e del loro comportamento in aula.
Ogni colloquio rischia tuttavia di essere condizionato da vari fattori che ne possono limitare l’efficacia.


(1) Il timore dei giudizi. Ci sono genitori che temono il giudizio del docente poiché lo riversano su se stessi come se il voto lo avessero preso loro. Capita insomma che il genitore tiri fuori l’allievo rimastogli dentro dai tempi della scuola confondendo inconsapevolmente presente e passato, il ruolo di adulto e quello di adolescente o addirittura di bambino. Anche l’insegnante può temere di essere “misurato” dai genitori influenzati da valutazioni che il figlio riporta dall’aula all’ambiente domestico. Ricordiamo che i giudizi, di là di ogni considerazione morale, sono prima di tutto non obiettivi. Ciascuna delle parti dovrebbe, infatti, imporsi di ascoltare con attenzione e pazienza prima di cercare di confermare quello che già pensa. Il genitore che ritiene di avere un figlio scemo oppure geniale dovrebbe ascoltare il docente senza cercare a tutti i costi una conferma delle sue opinioni. E lo stesso vale per il docente il quale nella convinzione per esempio di avere un allievo svogliato non deve cercare nel comportamento dell’interlocutore gli elementi che confermano che la svogliatezza l’ha ereditata e dunque non c’è niente da fare.
 

(2) La tendenza a non considerare gli elementi positivi e negativi. Spesso i colloqui tendono a concentrarsi, anche per motivi di tempo, sugli aspetti negativi o comunque problematici, ma si sa che ogni persona possiede caratteristiche individuali difficili da incasellare in tipologie standard, per non parlare del fatto che i giovani sono persone in via di formazione con peculiarità instabili e non definitive. Quindi - che si sia genitore o docente - va cercato un equilibrio nel quadro che forniamo all’altra parte, accettando che ogni essere umano si compone di aspetti positivi e negativi e che i termini “positivo” e “negativo” sono assai relativi.
 

(3) La tendenza allo sfogo emotivo. I genitori spesso confondono il colloquio con l’occasione di sputar fuori tutta l’ansia accumulata in mesi di verifiche andate male, note di comportamenti puniti o controlli del diario. Lo sappiamo, i ruoli di genitore e d’insegnante sono assai difficili, tuttavia se lo sfogo è comprensibile da parte del primo, lo è molto meno da parte del secondo in quanto il suo ruolo educativo e istituzionale deve rimanere al di sopra di un’esagerata spontaneità emotiva.
 

(4) La confusione dei ruoli. Nel momento del confronto non è così raro che il docente scivoli nel dar consigli sul modo di gestire il figlio nell’ambiente famigliare e d’altro canto non è nemmeno raro che il genitore sconfini nel dar consigli al docente sul modo di insegnare partendo dal presupposto che lui lo conosce meglio. Il colloquio, come una qualunque interazione umana, non può che avere una struttura dinamica e la cosa preferibile per ottimizzarne l’efficacia è che ognuno mantenga il suo ruolo, la loro complementarietà sarà la migliore strategia di collaborazione rispetto al fine comune.

Ed è proprio questo il punto centrale della questione, le parti devono rammentare che operano sullo stesso fronte, insomma stanno dalla stessa parte. È l’allievo l’obiettivo del lavoro di genitore e di quello di docente e il dibattito che si deve instaurare nel colloquio deve rappresentare parte di un confronto destinato a costruire la carriera scolastica del giovane.

IL DISQUISIR DI SOLDI Il mio nuovo articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista in edicola da oggi "Treviso, Città&Stor...